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Come fare Networking con Internet?

Chi è cresciuto prima di Internet e chi ci è nato dentro costruiscono relazioni in modi diversi. Si parla spesso di guerra fra generazioni: è più utile guardare che cosa ciascuna delle due sa fare meglio dell'altra.

Pubblicato l'11 novembre 2021 · rivisto il 16 agosto 2026

Che cosa insegnano i più giovani

Coltiva l'autenticità

L'online è un mondo con regole proprie, e chi ci è cresciuto le legge molto più in fretta. Basta guardare la rapidità con cui riconosce un'immagine falsa o un messaggio scritto per vendere.

Proprio per questo preferisce una presenza onesta a una costruita: essere reali genera fiducia. Ed è un consiglio che vale a qualsiasi età, solo che a qualcuno viene naturale e ad altri no.

Che cosa insegnano i meno giovani

Che il faccia a faccia non è un ripiego, e che alcune cose si dicono solo di persona.

Le due strade non si escludono: si arricchiscono. Chi viene dalla generazione precedente farebbe bene a esplorare i canali che non frequenta; chi viene dopo farebbe bene a non abbandonare il tavolo.

Il consiglio che vale a ogni età

Ascolta con intenzione

Conta come si ascolta. Prima di una conversazione importante, informati, prepara le domande e decidi che cosa vuoi capire. Un incontro riesce non per quello che diciamo, ma per quello che sentiamo dire.

E ascolta con intenzione: essere presenti davvero, partecipare invece di aspettare il proprio turno. Vale che tu abbia venti, quaranta o sessant'anni — ed è la sola cosa di questo articolo che non è cambiata dal 2021.

Una parola alla volta

La differenza vera non è generazionale

È fra chi tiene le proprie relazioni in testa e chi le ha dichiarate da qualche parte. E su quella differenza l'età non c'entra niente.

Il limite comune

Che tu preferisca il caffè o il messaggio, il tetto è lo stesso: circa centocinquanta relazioni stabili. Cambia il canale, non la capacità — e a centocinquanta si fermano tutti, nati nel 1960 o nel 2000.

Che cosa supera il limite

Non un social e non una rubrica più grande: una dichiarazione. Nella disciplina si chiama Footprint relazionale — chi sei, che cosa fai e chi conosci, su diciannove filiere — e sopra quella mappa il calcolo propone la presentazione giusta.

Il risultato è un match: non un contatto da lavorare, una presentazione che le due parti accettano prima di sedersi. E il gesto di aprire quella porta è una referenza, che si fa allo stesso modo su Zoom e al bar.

Cambia il canale. Non cambia chi ci mette la faccia.

Il primo passo

A che punto è la tua azienda, con un numero

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