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Segnalazione Vincente ed EKIS: un nuovo modello di networking
Il 15 dicembre 2024, al Teatro Gaber di Milano, una scuola di formazione imprenditoriale e una rete di referenze hanno messo le proprie persone nella stessa sala. Non è la cronaca di una giornata: è il caso di scuola di che cosa succede quando due mondi diversi si incontrano invece di due mondi uguali.
Pubblicato il 26 settembre 2024 · riscritto il 16 agosto 2026
Perché due mondi diversi
Una scuola porta persone, una rete porta il motivo per incontrarsi
Una platea di imprenditori in formazione e una rete di professionisti che presentano imprese ad altre imprese hanno esattamente ciò che manca all'altra.
Che cosa porta una scuola
Attenzione e apertura. Chi passa una giornata a formarsi è già in una disposizione mentale diversa da chi arriva a un evento per vendere: ha accettato in partenza l'idea di non sapere qualcosa. È la condizione migliore possibile per conoscere qualcuno.
Una sala piena non è una rete. È una sala piena.
Che cosa era in programma
Duecento persone su oltre milleduecento
Il formato annunciato per quel giorno non era la plenaria: era la sessione ristretta.
Dentro il BEAUTIFUL DAY 2024 era previsto uno speed meeting con duecento fra i partecipanti, su una platea annunciata di oltre milleduecento. È il formato su cui la disciplina punta da sempre: in una sala così, il problema non è trovare qualcuno con cui parlare — è capire con chi valga la pena farlo.
Che cosa la giornata abbia poi prodotto, questa pagina non lo dice: nessun consuntivo è stato pubblicato, e un programma non è un risultato.
Dove i tavoli si compongono per davvero
Ai Forum Connections l'accostamento non è lasciato al caso: i tavoli sono composti dall'algoritmo prima che chiunque entri in sala.
Di come fossero scelti i duecento del BEAUTIFUL DAY non risulta niente, e quindi qui non c'è scritto niente.
Il dettaglio che la gente si perde. Nel modello descritto in quell'articolo, l'impresa aiuta chi l'ha presentata dopo aver incassato la prima vendita nata da quella referenza. Sembra un cavillo amministrativo. È invece la ragione per cui il meccanismo non si inceppa: la reciprocità parte da un fatto verificabile, non da una promessa fatta a tavola.
Una parola alla volta
Questo non è networking
Il titolo del 2024 diceva «un nuovo modello di networking», ed è rimasto lì perché è la parola con cui le persone cercano. La parola giusta però è un'altra, e la differenza è misurabile.
Il networking è un'attività: si va, si conosce gente, si spera. Non ha un responsabile, non ha una misura e non ha un criterio per decidere chi incontrare — e infatti il suo risultato non si può prevedere né rifare.
L'Ingegneria Relazionale tratta le stesse persone come un sistema progettabile: chi presenta chi, con quale motivo, e che cosa ne è uscito. Le persone della rete si chiamano Connettori, il gesto si chiama referenza, e l'asimmetria che lo fa partire ha un nome — Dispari (Seconda legge).
Il primo passo
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