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I vantaggi del Networking

Il fare rete si regge su una cosa sola: parlare. Sembra banale, ed è il motivo per cui in azienda quasi non succede — perché parlare, nella giornata di lavoro tipo, non è previsto da nessuna parte.

Pubblicato il 23 settembre 2021 · rivisto il 16 agosto 2026

Il punto

La rete ammorbidisce i confini professionali

Che sia interno o esterno, il fare rete permette alle persone di chiedere consiglio sulla propria carriera, far circolare idee, costruire rapporti che vanno oltre il ruolo. In una parola: rende possibile la realizzazione professionale di chi ci lavora.

È però ancora lontano dall'essere una pratica normale dentro le aziende, che restano legate a un'idea di produttività fatta di ore e non di connessioni.

Chi resta fuori

Il fare rete come lo intendiamo di solito — eventi la sera, iniziativa personale, disinvoltura con gli sconosciuti — non è neutro. Premia un profilo preciso di persona e ne lascia indietro molte altre.

Renderlo parte della giornata di lavoro, invece di un'attitudine individuale da esercitare fuori orario, è il modo più semplice di allargare la platea di chi può parteciparvi.

Due cose concrete

Che cosa può fare un'azienda, senza spendere

Mettere la rete dentro l'orario

Allungare di poco la pausa pranzo e quella del caffè: le persone hanno più occasioni di parlarsi, e le relazioni interne si costruiscono lì, non in una riunione dedicata.

La produttività non cresce necessariamente con le ore. Cresce quando si incentiva la collaborazione invece della competizione.

Non lasciare indietro nessuno

Chi è entrato nel mondo del lavoro trent'anni fa fa più fatica con gli strumenti di oggi, e non è un difetto: è una questione di aggiornamento, che si risolve con corsi periodici invece che con l'esclusione silenziosa.

Vale lo stesso principio: il fare rete online affianca quello dal vivo, non lo sostituisce, e va insegnato come si insegna qualsiasi strumento di lavoro.

Una parola alla volta

Una cultura non si cambia con la buona volontà

Si cambia dando a qualcuno il mandato di cambiarla. È il passaggio che questo articolo, nel 2021, non aveva ancora.

Perché la buona volontà non basta

In assenza di un meccanismo che stabilisca chi si muove per primo, l'attesa reciproca è lo stato di equilibrio del sistema: nessuno fa il primo passo, e il valore resta congelato. È la Prima legge, la Legge dell'Inazione, e vale dentro un'azienda esattamente come fra due aziende.

Chi ha il mandato

Nella disciplina la figura che governa la rete relazionale di un'impresa si chiama Referral Director: interna, formata, con un mandato esplicito. Non vende — tiene la routine, decide chi presentare a chi e legge i numeri.

È anche la risposta alla Quarta legge: attivare un'organizzazione moltiplica, ma solo se dentro l'organizzazione qualcuno è designato a ricevere quella spinta. Senza, si perde nell'attrito dei processi interni — che è la descrizione precisa di che cosa succede a un'iniziativa culturale senza un responsabile.

Le culture non cambiano per convinzione. Cambiano quando qualcuno ne risponde.

Il primo passo

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