Blog · Racconto d'impresa
La strategia marketing della storia aziendale
Non hai il dipartimento marketing di una multinazionale né un'agenzia alle spalle. Hai una cosa che nessun concorrente può copiare e che non costa niente: la storia di come sei arrivato qui. Va però costruita, perché una storia raccontata male non si diffonde.
Pubblicato il 10 giugno 2021 · rivisto il 16 agosto 2026
Il lavoro
Definire la tua storia
Quello che rende una storia potente è che può diffondersi senza di te: se la raccontano anche i collaboratori, i clienti contenti, i conoscenti, arriva dove tu non arrivi. Ma perché accada deve essere costruita, non improvvisata.
Comincia da qualche appunto su un foglio, e da quattro domande: che cosa ti ha portato a creare l'attività che dirigi? Qual è la tua storia personale, e come ha influenzato quella dell'azienda? Dov'è oggi l'azienda, rispetto a come te l'eri immaginata? Che cosa prevedi per i prossimi anni?
Una storia è un percorso. Va definita con un occhio al passato e uno al futuro, altrimenti resta una descrizione del presente — e le descrizioni non si ricordano.
Gli ingredienti
Passione. Sentire parlare qualcuno che ama il proprio lavoro trasmette una fiducia che nessun argomento produce.
I desideri di chi ascolta. Le persone si legano a chi sa riconoscere quello che vogliono, non a chi elenca quello che offre.
Lo scopo. Perché fai quello che fai, al di là del profitto. È la parte che le persone ripetono quando parlano di te.
Una parola alla volta
«Si diffonderebbe da sola» è il punto in cui la storia si ferma
La versione 2021 di questo articolo immaginava una storia che raggiunge un numero infinito di persone. È il pensiero che ogni imprenditore fa, ed è anche il motivo per cui poi non succede quasi mai.
Perché non si diffonde da sola
Perché diffonderla costa qualcosa a chi la racconta. Chi parla bene di te davanti a un terzo mette in gioco il proprio giudizio: se poi ti riveli una delusione, la figura la fa lui. È la Sesta legge, ed è la ragione per cui il passaparola va a ondate invece che a regime.
E c'è un secondo motivo, ancora più banale: in assenza di un meccanismo che stabilisca chi si muove per primo, nessuno si muove (Prima legge). La storia migliore del mondo resta ferma se nessuno ha un motivo per raccontarla oggi.
Che cosa la fa muovere
Nella disciplina la persona che decide di raccontarti a qualcuno si chiama Connettore, e quello che fa non è passaparola: è una referenza, cioè un atto con un nome, una data e una conseguenza sulla sua reputazione.
La tua storia serve esattamente a questo: dare a quella persona le parole per esporsi. È la differenza fra «conosco uno che fa impianti» e «conosco uno che ha rimesso in piedi il capannone di mio cognato in tre settimane dopo che due altri avevano rinunciato».
La tua storia non serve a te. Serve a chi ti racconta quando non ci sei.
Il primo passo
A che punto è la tua azienda, con un numero
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